Devozione Pololare

Da tempo immemorabile gli autori ci parlano di una grande devozione popolare e di un enorme afflusso di gente all’Incoronata.
Sarebbe veramente lungo soffermarci a parlare delle varie forme di culto e delle celebrazioni proprie del nostro Santuario come la “Vestizione della Statua”, la “Cavalcata degli Angeli”… Ed allora mi limito solamente ad evidenziare alcune particolarità della devozione e del culto popolare verso la Vergine Incoronata di Foggia.
Una nota peculiare del Santuario dell’Incoronata è quella di aver sempre permesso una serena espressione della devozione popolare e dell’umile gente, specialmente di contadini e di pastori.
Oggi i mezzi moderni di comunicazione e le comodità delle vie di accesso al Santuario fanno forse meno comprendere questo carattere “democratico” e “popolare” dei pellegrini, ma ancora tanto presente, però bisognerebbe rileggere gli autori del settecento o del secolo XIX per comprendere a pieno il carattere semplice e popolare.

A causa della lontananza dei paesi di origine, i pellegrini si fermavano due, tre o più giorni vicino al Santuario o accampati nel bosco.
La fede viva assimilata ed appresa, fin dai primi anni, attraverso l’esempio e le parole dei genitori spingeva ogni generazione a pellegrinaggi lunghi e non poche volte duri ed impegnativi: erano più giorni di cammino che tenevano lontano dalle proprie case per quasi una settimana!
Ma era anche un tacito ed inconscio appuntamento che le popolazioni si davano ogni anno – specialmente nel mese di maggio – per deporre ai piedi della Madre comune le pene e le sofferenze della propria misera esistenza trascorsa nel duro lavoro dei campi o nell’estenuante custodia degli armenti.
Animati da un nuovo fervore ritornavano più lereni alle loro consuete occupazioni.
Altro aspetto caratteristico dei pellegrinaggi all’Incoronata è la spontaneità.
Non è il clero ad organizzarli o a guidarli, ma i fedeli stessi si fanno promotori ed animatori e più volte da uno stesso paese partono più pellegrinaggi per poi ritrovarsi ai piedi dell’Incoronata in fraterna e comune preghiera.

Anclora oggi si vedono giungere gruppi abbastanza numerosi, composti ed ordinati, che procedono devotamente senza sacerdote, sono guidati dalle anziane guide e pregano e cantano all’unisono le laudi dialettali o italianizzate ed in questo modo ile tramandano alle nuove generazioni.
Alla testa del gruppo un vessillo, non sempre mariano, perché spesse volte è un grosso Crocifisso, ed un campanaccio che serve da richiamo.
Uno o due capicoro intonano o cantano le strofe di antiche laudi all’Incoronata o alla Madonna in genere, e tutte le altre persone si uniscono con forza con il canto del ritornello.

Un altro elemento caratterizza il Santuario che, nei secoli scorsi specialmente, era uno dei principali nodi della transumanza.
I pastori si incontravano ai piedi della Madonna prima di ritornare alle proprie regioni montuose con l’arrivo della bella stagione.
Il tavoliere aveva offerto nutrimento per l’inverno agli armenti ed essi, prima di riprendere la via di casa, si radunavano per ringraziare la Vergine Incoronata.
Le carte dei tratturi presenti nell’Archivio di Stato di Foggia documentano ampiamente la “centralità” del Santuario dell’Incoronata per la viabilità dei tratturi nel tavoliere pugliese e come l’Incoronata fosse ben collegata con i vari tratturi che percorrevano la zona del tavoliere.
Quanto ho appena detto fa comprendere come talvolta questi “caratteri propri” della devozione popolare dell’Incoronata abbiano causato atteggiamenti e fatti poco belli.
L’ignoranza e la fede superficiale hanno dato luogo in passato, non poche volte e specialmente nei periodi in cui il Santuario non era custodito, ad esagerazioni e anche a scandali, provocati da un forte fanatismo, che distorceva la genuina e schietta devozione del popolo.

Si pensi che già il Vescovo di Troia mons. Rossi, nel primo decennio del 1700, doveva constatare che i tanti pellegrini che da lontano venivano per onorare la Madre di Dio trovavano condizioni morali poco raccomandabili e commercianti privi di ogni scrupolo, desiderosi solamente di arricchirsi a spese della povera gente.
Anche ai nostri giorni la religiosità dei pellegrini da a volte ampio spazio al sentimento, ed il culto è frammisto ad usi e tradizioni secolari, non sempre completamente ortodossi, però tutto si svolge secondo le sane norme del Magistero della Chiesa.
La devozione però è rivolta alla Vergine sotto il titolo di Incoronata Madre di Dio, perché così si sarebbe autodefinita nell’Apparizione: si va perciò alla sorgente del culto mariano.
I sacerdoti di Don Orione che prestano il loro ministero al Santuario hanno la possibilità di incontrare migliaia e migliaia di persone all’anno: si pensi che qualche giorno, specialmente in alcune domeniche del mese di maggio e di agosto, superano parecchie decine di migliaia.

Progressivamente con costanza ed impegno si cerca di fare una catechesi valida per correggere gli abusi o le manifestazioni popolari non troppo ortodosse, in modo che la devozione popolare alla Vergine Maria sia il punto di partenza e uno sprone che solleciti a vivere ogni giorno in coerenza con la fede cristiana.
Senza eccessive prese di posizione, ma attraverso l’accoglienza e la catechesi ai vari gruppi di pellegrini, e più ancora nelle omelie durante la celebrazione eucaristica, nel sacramento della Riconciliazione e con una guida sollecita e premurosa alla visita del Santuario si approfitta per far incontrare il Cristo Signore attraverso la devozione alla Madre celeste.
Da tanti anni infatti i sacerdoti di Don Orione si sono impegnati in una catechesi valida e di forte contenuto dommatico affinchè il Santuario dell’Incoronata diventi sempre di più un centro di pietà mariana alla luce degli orientamenti conciliari indicati nel capitolo Vili della Lumen Gentium e sviluppati dalle Encicliche sulla Madonna Marialis Cultus di Paolo VI la Re-demptoris Mater di Giovanni Paolo II e del Magistero della Chiesa.

In verità molti progressi sono stati fatti e con pazienza e tatto pastorale si è riusciti a togliere varie manifestazioni troppo esterne e sentimentali, educando i pellegrini alla vera devozione verso la Madre del Signore, che cioè li porti sempre di più ali’ ascolto della Parola di Dio ed ali’ attuazione del messaggio di Cristo Signore nella loro vita quotidiana.
In tal modo ogni occasione di ministero e di contatto umano con i numerosi pellegrini che vengono all’Incoronata sono buona occasione per far si che il Santuario dell’Incoronata diventi sempre più luogo in cui gli uomini possano incontrare il Cristo Gesù per andare al Padre.
Il Santuario dell’Incoronata infatti, nella sua più che millenaria storia, ha esercitato in modo particolare una forte attrazione sulle popolazioni pugliesi, lucane, campane, abruzzesi e molisane: oggi questa venerazione e devozione non sono per nulla diminuite e la modernità delle strutture e le comode vie d’accesso offrono a tutti i devoti e pellegrini la possibilità di un incontro con il divino per vivere dei “momenti forti” di unione con Dio.

La Beata Vergine Incoronata, madre di Dio e madre nostra, aspetta ed accoglie tutti per condurli al Signore Gesù con una vita santa, coerente e testimoniante.

“BMV Madre di Dio Incoronata”

Via Don Orione 1
71122 Borgo Incoronata
Foggia (Italy)
Tel. (+39) 0881 810016
Tel. (+39) 0881 810007

Posta elettronica:
Santuario:
info@santuarioincoronata.it
Rettore del santuario:
rettore@santuarioincoronata.it

Orari del Santuario

Mattino: dalle 7:00 alle 12,30
Pomeriggio: dalle 15,00 alle 20:00

Orari SS. Messe

Giorni feriali:

  • Mattino: 11:00
  • Pomeriggio: 18:00

Giorni festivi:

  • Mattino: 8:30 – 10:00 – 11:30
  • Pomeriggio: 17:00 – 19:00