Il Santuario, vicende e opere artistiche
IL SANTUARIO
Il Santuario della Madre di Dio Incoronata (o Madonna Incoronata) di Foggia sorge sul luogo preciso dell’Apparizione della Vergine Maria nell’ultimo sabato di aprile del 1001. Meta di migliaia di fedeli da tutto il mondo, risulta essere, per il Sud Italia, il secondo grande Santuario mariano più conosciuto e frequentato.
LA ‘PRIMA CAPPELLINA’
Nel luogo dell’Apparizione il Conte di Ariano Irpino fece costruire una semplice chiesa.
Essa era posizionata proprio davanti alla quercia sopra la quale fu trovata la Statua della Madonna e misurava m. 3 x 6.
Questa ‘cappellina’ si custodiva ancora nel ‘vecchio Santuario’ al di sotto dell’altare maggiore .
Quella prima chiesetta, purtroppo, non è stata conservata quando è stata tolto il ‘vecchio Santuario’
ma ne sono state rispettate le misure nello spazio centrale della Cripta del nuovo Santuario.
(per la storia vai alla voce Conoscere/Storia Santuario di questo Sito)

IL VECCHIO SANTUARIO
Il complesso del vecchio Santuario era formato dalla chiesa, dal convento e dai due capannoni dormitori. La chiesa, situata al centro della spianata, era a pianta rettangolare con il solo prospetto orientato a Nord Ovest, poichè ai lati erano addossate altre costruzioni. All’interno, di fronte all’ingresso, per mezzo di due rampe si saliva alla cappella sopraelevata della Madonna, che comunicava a destra verso l’ interno dell’annesso antico convento ed a sinistra con un loggiato delimitato da pilastrini in mattoni e ringhiera di ferro, ove erano sistemate due piccole campane. Vicino c’era una scalinata che serviva di accesso ai vecchi locali del convento e di uscita secondaria per la folla dei fedeli
IL NUOVO SANTUARIO
Il nuovo complesso architettonico del Santuario dell’ Incoronata, essendo a forma di un grande Trullo (squadrato) con 4 minori trulli minori ai lati e altri 4 più piccoli agli angoli (anch’essi tutti squadrati), è unico nel suo genere. Il tempio che, oltre a ricorda anche le antiche capanne dei pastori della zona, è opera dell’architetto Luigi Vagnetti di Roma e appare, chiaramente, in tutta la sua imponenza, un vero inno alla Puglia. L’architetto si è ispirato infatti ai trulli, primordiali abitazioni edilizie della zona pugliese, e con elementi tanto semplici ha ricavato incredibilmente una platea di grande luce ed un complesso sommamente originale: la grazia e la gentilezza conferiscono al complesso un aspetto suggestivo e spirituale. L’ingegnere Antonio Guerrieri di Foggia provvide in loco a dirigere i lavori ed i calcoli della grande struttura in cemento armato seguendo tutte le fasi dei lavori che durarono per oltre 10 anni, dal 1954 al 1965.
Il tempio, isolato dalle altre costruzioni in modo tale che i pellegrini, secondo l’antica tradizione, possono percorrere tre volte il suo perimetro esterno prima di entrare in Santuario, ha la base quadrata esterna di m. 43 (1849 m²)per lato e risulta circa 103 volte più grande rispetto alla prima cappellina di m 3×6 (18 m²). All’interno è impostato su pianta centrale a croce greca, mentre nei quattro angoli, essendoci come dei trulli più piccoli rispetto al centrale, ci sono altri spazi per accogliere i fedeli ad un piano superiore rispetto al piano terra principale.
La cupola centrale (m 32,50) e le quattro minori sono state ricoperte di rame. Antiche lapidi, stemmi papali e cardinalizi sono opportunamente incastonati nelle pareti esterne così da essere sapiente richiamo alle alterne vicende del passato. Il pavimento interno si trova sopraelevato di un metro e mezzo rispetto al grande piazzale adibito anche a parcheggio. Nel 2023 è stato realizzato con al centro un’ampia scalinata con bassi e ampi gradini con ai lati due ampi spazi verdi con ulivi e piante fiorite. Ai due lati vi sono dei gradini, più vicini al tempio, come anche due comode rampe d’accesso per disabili. Il tutto appare come un ‘grande abbraccio’ accogliente il pellegrino e il visitatore.
Il terreno circostante, posto a disposizione del Santuario nel 1950 e ceduto alla Piccola Opera della Divina Provvidenza ( Don Orione) dalla Amministrazione Comunale di Foggia, che è proprietaria del comprensorio parzialmente occupato dal Bosco dell’Incoronata, è un grande rettangolo pianeggiante di circa 13 ettari e delimitato da una recinzione muraria continua.
IL CAMPANILE
Il campanile del Santuario dell’Incoronata, con i suoi 58 metri (croce compresa), è il secondo campanile più alto di tutta la Puglia. Fu progettato dall’Ingegner Luigi Vagnetti e fu costruito nel 1958 dall’impresa ‘Di Gianvito & De Luca’ che ha lavorato sotto la direzione dell’ Ing. Antonio Guerrieri. La struttura è formata da pilastri in cemento armato e, all’esterno vi è una copertura in mattoni di laterizio a ‘facciavista’, su basamento rivestito di pietra di Trani. Il manto di copertura è in laterizio rosso. All’interno vi è una scala con 209 gradini che porta alla cella campanaria che ospita tre grandi campane di 20, 12 e 8 quintali e sotto la quale è sistemato un grande serbatoio idrico da m³ 70. Data la sua altezza è visibile da tutta la pianura di capitanata racchiusa dagli Appennini della Daunia da una parte e dal promontorio del Gargano dall’altra. Alla base del campanile c’è un pozzo artesiano che porta acqua ad un serbatoio posto all’interno del campanile, sotto la zona delle campane. Inoltre, agli angoli esterni vi sono quattro fontanelle a zampillo.
L’INGRESSO MONUMENTALE
L’Ingresso monumentale su disegno del Vagnetti, dono di Domenica e Marianna Di Corato, è stato realizzato nel 1965.
INTERNO. OPERE ARTISTICHE, ED ALTRO.
IL TABERNACOLO
È a forma esagonale, in rame battuto argentato.
Le due ante ci sono quattro formelle raffiguranti gli evangelisti.
IL CROCIFISSO (detto ‘Crocifisso di San Gerardo’)
Risulta ignoto lo scultore, ma possiamo affermare che si tratta di una vera opera d’arte. Il Crocifisso è molto espressivo ed è macerato nelle carni,
in qualche modo scarnificato fino alle ossa, da strappare lacrime e stringere il cuore.
A questo Crocifisso sono legati due episodi della vita straordinari della vita di San Gerardo Maiella, religioso Redentorista.
In una sua visita al Santuario dell’Incoronata, appena entrato vide delle persone in chiesa con linguaggio era alquanto ‘colorito’.
Gerardo li invitò più volte ad abbassare la voce e moderare le parole ma senza esito.
Addolorato per l’inutilità delle sue esortazioni, si avvicinò dinanzi al Crocifisso cosi pregò:
“Gesù, Signore. Lo vedi, io sono buono a niente. Pensaci tu! Te ne supplico!”
Subito dal costato squarciato del Crocifisso sprizzò sangue vivo, e discese sul corpo martoriato
toccando il cuore dei presenti che subito, pentiti, cambiarono atteggiamento.
LA STATUA DELLA MADONNA
I quattro posti ai lati della statua sono stati realizzati dal Prof. Enrico Di Boscio di Pescara nel 1967.
CAPPELLA DELL’UNZIONE
Al centro di questa Cappella c’è la l’antica ‘Caldarella’ dello Strazzacappa e….
CAPPELLA DELL’ULTIMA CENA (CAPPELLA DELLE RELIQUIE)
Nella cappella dell’ULTIMA CENA , sotto l’altare’ sono custodite le Reliquie di sant’Amanzio. (qui alcune notizie)
VETRATE ARTISTICHE
Il Santuario è abbellito da vetrate artistiche di cui quattro colorate e da altre 14 in vetro sabbiato (1992).
Le quattro vetrate artistiche colorate sono di forma circolare e sono poste al centro della parte alta delle grandi pareti principali della chiesa.
La vetrata dietro l’altare è opera dell’artista foggiano Guido Grilli realizzata per l’inaugurazione del Santuario e raffigura lo Spirito Santo sotto forma di colomba trionfante tar raggi dorati. Ne erano state realizzate altre tre che sono state sostituite.
Le altre tre vetrate sono opera dell’artista, laico orionino, Antonio Boatto (San Stino di Livenza, Venezia 1936 – Udine 2015).
Nella vetrata sul lato sinistro è raffigurata la Vergine Maria che viene incoronata dal Figlio Gesù mentre angeli la onorano. In basso, sullo sfondo vi è il il nuovo Santuario con, sullo sfondo, la pianura del Tavoliere di Puglia con i Monti Dauni e il Monte Gargano.
La vetrata sopra il grande portone d’ingresso raffigura in un tutt’uno la scena del ritrovamento della Statua della Madonna: la Quercia attorniata da raggi di luce sfolgorante, la Statua della Vergine Maria col Bambino che viene Incoronata da due angeli, il Conte di Ariano Irpino e il pastore Strazzacappa, la ‘Caldarella’ con l’olio trasformata in lampada ardente, il daino ferito, i buoi inginocchiati e un cane. In basso, incisa sopra una vanga poggiata a terra, vi è la firma dell’autore Boatto. Commovente e significativa la scena dove il Conte poggia la sua mano sulla spalla del Pastore come segno di unione alla partecipazione dello straordinario evento del 1001.
La terza vetrata, sul lato destro del tempio, raffigura le ‘Sette Opere di misericordia’.

Inoltre alle pareti dei matronei interni, che girano lungo le pareti del Santuario, ci sono 88 finestrelle con vetrate colorate raffiguranti le Litanie Lauretane intercalate dallo Stemma dell’Opera Don Orione e dal Titolo della Mater Dei (Madre di Dio)
IL GRANDE LAMPADARIO-CORONA
Il grande lampadario è stato realizzato in ferro battuto su disegno dell’Architetto Luigi Vagnetti, ha la forma di una grande ‘Corona reale’ con 48 punte nella fascia superiore sormontate da globi in ottone. E’ considerato il ‘Lampadario-Corona’ unico al mondo. Inoltre, con i suoi 10 metri di diametro e 40 quintali di peso risulta essere il secondo lampadario più grande, sia in l’Europa che nel mondo (il primo è quello della Chiesa ortodossa dedicata a San Sava a Belgrado in Serbia). Il lampadario, sospeso grazie a 8 tiranti collegati alle quattro grandi travi centrali che sostengono la cupola maggiore. è stato realizzato dall’ ‘Officina Avvantaggiato e Lupi’ di Foggia che ha anche realizzato i 58 lampadari ottagonali posti lungo le pareti interne della Basilica-Santuario. Il lampadario/corona, con 24 plafoniere nella fascia sottostante e 4 fari in quella superiore, è abbellito da 48 punte superiori con globi in ottone e, tutt’intorno, ha, in rilievo, la scritta della prima parte della preghiera del Salve Regina: “Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra”. Istallato nel 1972, è stato benedetto lunedì 24 aprile dello stesso anno dal vescovo orionino polacco Mons. Bronis?aw D?browski (1917-1997).
(foto: l’istallazione del lampadario/corona; il ‘trasporto con, in primo piano, il trainiere Rocco Manzo (classe 1921); il lampadario con i tiranti ancorati alle travi; il lampadario con parte della scritta ‘Salve Regina…’ in evidenza.)

ORGANO
Sopra l’ingresso il monumentale organo di 2000 canne, con due tastiere di 61 tasti e pedaliera di 32 pedali, con 28 registri a trasmissione elettrica, realizzato nel 1982 dal Maestro Alessandro Girotti insieme al figlio Silvano (o Girotti Silvano padre e Alessandro figlio ???)
STATUE DI SANTI
Nel Santuario ci sono varie statue delle quali alcune sono poste in Chiesa (San Giuseppe, san Pietro, Santa Rita e Sant’Antonio di Padova) mentre altre sono poste nella Cripta (Sacro Cuore di Gesù e San Pio da Pietrelcina).
CRIPTA
CRIPTA – QUADRI DEL PRECEDENTE SANTUARIO
In un primo spazio, troviamo vari quadri tra cui tre che si trovavano nel Santuario precedente ed erano situati sopra degli altari laterali: la Natività, la Crocifissione e il quadro con San Giovanni di Dio (Nel quarto altare laterale dell’Antico Santuario vi era un’artistica teca contenete le Ossa di sant’Amanzio).
CRIPTA – GALLERIA DELLA SPERANZA
Dopo esser passati attraverso delle colonne, subito a sinistra, si entra nella ‘Galleria della Speranza’. Subito, sulla sinistra, possiamo ammirare alcune antiche vesti usate per ornare la Statua dell’Incoronata e un’antica campana del vecchio Santuario.
Lungo tutta la galleria troviamo degli Ex-Voto e un grande quadro, raffigurante l’Apparizione, attorniato da vari pannelli con su scritta in varie lingue la frase ‘NON ABBIATE PAURA’.
CRIPTA – CAPPELLA DELL’APPARIZIONE
Al centro della Cripta, nel suo ‘cuore’, si trova la Cappella dell’Apparizione. Sopra l’altare vi è un dipinto di Antonio Piccirella del 1870 nel quale sono raffigurati alcuni personaggi ed elementi dell’apparizione. Sotto l’altare, incastrato dentro un pezzo di legno, preso nel bosco negli anni della nuova costruzione e che funge da supporto, è custodito un pezzo di legno dell’antica quercia e che già si trovava nell’ultimo santuario*. Lo spazio dietro la cancellata e quello davanti corrisponde alle misure della prima cappellina di m 3×6 fatta costruire dal nobile di Ariano Irpino (AV) e che era custodita dallo Strazzacappa.
(* tra il 1997/1997 l’orionino Don Nicola Marra, che fù Economo al Santuario dal 1958 al 1970, riferì all’orionino don Gaetano Ceravolo che, iniziando la demolizione del vecchio santuario, lui prese l’antico pezzo di legno che si trovava sotto l’altare della Madonna e dopo averlo avvolto in una coperta, lo custodì sotto il suo letto. Poi, al termine del completamento dell’attuale Cappella dell’Apparizione, il legno fu posizionato dove si trova tutt’ora.)
CRIPTA MARMI CON NOMI DEI BENEFATTORI
Quando è stato costruito l’attuale Santuario P. Pio e la sua figlia spirituale ‘Pupetta’ contribuirono molto a far portare aiuti economici per il nuovo Santuario . Tanti sono stati i Benefattori che hanno donato ingenti somme di denaro per la costruzione e tantissimi coloro che hanno portato la loro ‘povera’ ma IMPORTANTE OFFERTA: i soldi per un ‘MATTONE DI TUFO’ o addirittura un ‘TUFO’ portato sulla loro testa venendo a piedi fino al Santuario.
Qui di seguito: 1) Lapidi con i nomi dei Benefattori; 2) Lapide e Piastelle con i nomi di Pupetta e Padre Pio; 3) Nuovo Campanile in costruzione 4) Costruzione del nuovo Santuario; 5) Cinque donne di Canosa di Puglia che venivano in pellegrinaggio al Santuario camminando per circa 9/10 ore e portando il loro ‘TUFO’ sulla testa come ‘OFFERTA’ per la costruzione del nuovo Santuario.
Ecco il FILE DPF con la lista dei Nomi dei Donatori-Benefattori presenti nelle Lapidi di marmo nella Cripta: OK Nomi Donatori Benefattori Lapidi Cripta al 28 Nov 2025 .
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PENITENZERIA
I Confessionali, posti nella cripta, sono stati inaugurati il 25 giugno 1989 dal Card. Antonio Innocenti.
Nella stessa zona sono posti dei quadri di Antonio Boatto.

ESTERNO: OPERE ARTISTICHE, ED ALTRO.
AIUOLA CON FONTANA E MONUMENTO ALL’INCORONATA CON SAN LUIGI ORIONE E PADRE PIO
Nel 1996 sono c’è stata l’inaugurazione del Monumento in pietra di A. Boatto dedicato all’Incoronata, a Don Orione e P. Pio e della monumentale fontana.
MUSEO E PRESEPE
Varcati i cancelli d’ingresso, a metà del porticato di sinistre, c’è l’ingresso (gratuito) al Museo e all’artistico Presepe animato inaugurato nel Natale 1998.
PARCO GIOVANNI PAOLO II
Parco
VIA MATRIS
Viale cipressi
VIALE SS. TRINITÀ
Intorno al Santuario c’è una stradina, chiamata ‘Viale SS. Trinità’ che solitamente è percorsa a piedi dai pellegrini che vogliono compiere i ‘Tre giri’ devozionali prima di entrare solennemente nel santuario ed onorare la Vergine Incoronata.
Questo nome ‘Viale SS. Trinità’ deriva dal fatto che i fedeli, come da antichissima e radicata tradizione, compiono i ‘Tre giri’ intorno al santuario pregando il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo onorando la Vergine che qui, secondo la tradizione, è stata incoronata dagli Angeli con tre corone.
L’antichissima tradizione dei ‘Tre giri’ nasce e si radica con molta probabilità durante la permanenza dei monaci greco-basiliani poichè, secondo gli insegnamenti di san Basilio, la loro spiritualità era fortemente trinitaria.
Date in sintesi. Ecco di seguito alcune date circa le Opere realizzate dall’arrivo dei Religiosi dell’Opera Don Orione.
1950 – 1° Aprile. Mons. Fortunato Farina affida l’antico Santuario ai ‘Figli della Divina Provvidenza’ (Opera Don Orione, Orionini) nominando don Giuseppe Callegari come Rettore
1952 – 3 Aprile. L’Opera Don Orione prende possesso del terreno (recinzione nel 1954)
1954. Iniziano i lavori del nuovo Santuario (???)
1958. Inaugurazione del campanile (m. 63)
1958. Viene abbattuto l’antico Santuario e l’attiguo monastero
1963 – 2 febbraio. Nomina della Parrocchia ‘B.V.M Madre di Dio Incoronata’
1965 – 11aprile. Inaugurazione del nuovo Santuario. La cupola centrale è alta m. 32,50. Le quattro vetrate sono di Grilli (rimane solo quella con lo Spirito Santo)
1965. Inaugurazione dell’Ingresso monumentale Dono di Domenica e Marianna Di Corato su disegno di Vagnetti
1965. Istallazione dei quattro pannelli (quadri) del trono (Autore: Prof. Enrico Di Boscio di Pescara)
1972 – 24 aprile. Inaugurazione del grande lampadario (10 m di diametro e 40 q di peso) Disegno dell’Arch. Vagnetti – Realizzazione dell’Officina Avvantaggiato e Lupi di Foggia) Benedizione di S. E. Mons. Dabrowschi
1977 – 31 maggio. Dedicazione della Chiesa
1978 – 31 maggio. Elevazione del santuario a Basilica Benedizione di S. E. Card. Pietro Parente
1982 – 21 aprile. Inaugurazione dell’Organo di 2000 canne Costruttori: Silvano e Alessandro Girotti
1985 – 22 ottobre. Visita del card. Joseph Ratzinger (futuro papa Benedetto XIV°)
1987 – 24 maggio. Visita del papa Giovanni paolo II. L’attuale statua di Gesù Bambino viene posta dal Papa sulle ginocchia della Madonna
1898 – 25 giugno. Il Card. Antonio Innocenti inaugura i Confessionali
1992. L’artista A. Boatto realizza le vetrate artistiche per le cappelle dell’Unzione e dell’Adorazione e tre rosoni dell’Apparizione, dell’Incoronazione da parte di Gesù e delle Opere di Misericordia corporali (quadri della zona Confessionali???)
1992. Benedizione della Chiesa all’aperto da parte di S. E. Mons. Carlo Furno
1996. Inaugurazione Monumento in pietra di A. Boatto dedicato all’Incoronata, a Don Orione e P. Pio
2001. Millennio dell’Apparizione con S. E. Card. Giovanni Battista Re
2016. Inaugurazione dell’ascensore
