LA ‘PUPA’ DELL’INCORONATA

Fino a 50 anni fa, fuori del Santuario, i venditori stavano presso delle ‘baracche’.
Alcuni avevano locali per il ristoro dei pellegrini, altri vendevano la frutta secca (scurzima), le penne colorate da attaccare ai carretti, giocattoli, etc…
Un giocattolo caratteristico destinato alle bambine era la ‘Pupa dell’Incoronata’.
Questa ‘Pupa-giocattolo’ era una bambolina la cui testa era attaccata direttamente al busto e il corpo svasato contenente all’interno  dei sassolini (i ‘Tintinnabul’) che , scuotendo la Pupa, facevano rumore come in un sonaglio che allietavano e incuriosivano i bambini.
Vere artiste costruttrici della Pupa erano le sorelle Maria e Incoronata Allegretti che le vendevano presso la loro ‘baracca-negozio’. La loro era un’azienda a carattere familiare e le sorelle Allegretti,  nei periodi di grande richiesta, si facevano aiutare da altri parenti tar cui l’altra loro sorella Luigia con le sue tre figlie. Il lavoro era semplice e nello stesso tempo impegnativo e certosino.
Già dal periodo invernale ci si metteva all’opera per realizzare le pupe predisponendo tutto il materiale necessario: si mettevano da parte i ‘sassolini’ da inserire all’interno; si accatastava la carta necessaria, che a volte veniva fornita anche da Michele Croce, marito di Lucia Allegretti, oppure dal vicinato; a volte si comprava la carta poiché quella raccolta non bastava; si preparava la colla di pesce, come ricorda Lucia Croce; si prendevano le forma conservate dall’anno precedente.
Poi, con tutto il materiale pronto iniziava il procedimento per la realizzazione: si prendevano 4 fogli di carta e su ognuno si passava la colla; dopo che si asciugavano e con altri 4 fogli si costruiva l’altra ‘faccia’ della Pupa; si mettevano all’interno 4 o 5 sassolini; si cucivano insieme le due facce ‘il davanti e il di dietro’ con ago e filo; con una fascetta sempre di carta, si coprivano i punti; si pitturavano di bianco; si dipingevano gli occhi, i capelli, la collana, il grembiule, le maniche, gli elementi decorativi davanti, il bordo in basso, etc…
Ogni settimana si portavano al Santuario le nuove Pupe realizzate pronte per la vendita.

(Si ringrazia per queste informazioni il sig. Gino Marmorino, nipote di una delle sorelle Allegretti)