REGESTI DEL REGISTRO DELLA CANCELLERIA DI FEDERICO II (QUATERNUM FEDERICIANUM)
SCRITTI SABATO 28, DOMENICA 29 e LUNEDÌ 30 APRILE 1240
PRESSO LA ‘DOMUS CORONATA’ CHE SORGEVA VICINO AL SANTUARIO (vedi foto in fondo)

Di seguito riportiamo la traduzione del documento del ‘primo documento laico’ che attesta in maniera ‘implicita’ l’esistenza dei Festeggiamenti all’Incoronata di Foggia già nel 1240. (Le traduzioni sono dell’Aprile 2025 a cura di Alessandro De Troia – Gens Capitanatae-Lucera, facendo fede alle trascrizioni tratte da: Cristina Carbonetti Vendittelli, Il registro della cancelleria di Federico II del 1239-1240, Roma 2002 )

TRASCRIZIONE DEL QUATERNUM FEDERICIANUM ALLE PAGINE  107- 108 (4 pagine)

1240 Aprile 28, Orta  (Orta Nova)

 

  • Risposta a Roberto da Castellione riguardo alla blida [una macchina d’assedio] e alle necessità per l’assedio della Rocca di Alberico.
  • Inoltre, su mandato imperiale emesso per ordine del maestro Pietro de Vinea, scrisse Lorenzo a Roberto da Castellione e così via. Lettere e così via.

Per quanto riguarda il fatto che il castellano si rifiuta di mettere a tua disposizione la blida con tutto il suo equipaggiamento per l’esecuzione dei nostri servizi, ecco che ordiniamo allo stesso castellano, con lettere speciali, di assegnarti la suddetta blida su tua richiesta, insieme a tutto il suo equipaggiamento.

Inoltre, ordiniamo al giustiziere d’Abruzzo di farla trasportare fino all’assedio della Rocca di Alberico, dove ti trovi, e di consegnarti, su tua richiesta, tutto il necessario per il suo funzionamento e per il tiro.

Ordiniamo altresì al suddetto giustiziere di fornirti, senza indugio né impedimenti, denaro, armi e tutto il necessario per il nostro esercito che si trova in loco, e per l’assalto alla suddetta Rocca.

 

  • Lo stesso scrisse a Giacomo da Castromaris, affinché la consegni al messaggero del suddetto Roberto.
  • A Boemondo Pissono, giustiziere d’Abruzzo, per lo stesso motivo.
  • Lo stesso scrisse a Boemondo Pissono, giustiziere d’Abruzzo. Non senza motivo ci sorprendiamo e ci inquietiamo nel constatare che, sebbene per l’assedio della Rocca di Alberico, riguardo al quale abbiamo inviato dalla nostra corte il fedele Roberto da Castellione, ti avessimo comandato di fornire, su sua richiesta, il denaro della nostra tesoreria, che è nelle tue mani, e tutto ciò che fosse necessario, tu, trascurando il momento opportuno e i pericoli della questione, sembri sottrarti al dovere, accampando pretesti frivoli e ritardando l’esecuzione del nostro ordine e servizio con la dovuta sollecitudine.

Per questo motivo, con un ordine categorico alla tua fedeltà, ti ingiungiamo di fornire immediatamente, appena ricevute queste lettere, a detto Roberto, su sua richiesta, il denaro, le armi e tutto il necessario per l’assedio della suddetta Rocca.

E poiché vogliamo che la blida, che si trova nel castello di Introduci, venga trasportata fino alla predetta Rocca, ti ordiniamo di far trasportare la suddetta blida in quel luogo su richiesta del suddetto Roberto e di provvedere adeguatamente a tutte le necessità per il suo funzionamento e per il lancio dei proiettili, affinché sia utilizzata nel modo più efficace possibile.

 

[<XXVIII>. Riguardo al precedente ordine emesso per ordine del maestro Pietro de Vinea, Lorenzo scrisse a Riccardo da Montefuscolo, giustiziere della Capitanata. Ordiniamo e ingiungiamo alla tua fedeltà che, su richiesta di Nicolino Spinola, ammiraglio del Regno di Sicilia e nostro fedele, tu gli faccia assegnare a Barletta, senza alcun indugio, tutte le armature di ferro che puoi tra quelle che possiedi e che appartengono alla nostra tesoreria, affinché possano essere impiegate per l’esecuzione dei nostri servizi.

 

1240 aprile 28, Coronata (Incoronata)

 

[…] Mare.

  • Inoltre, a Enrico Tenardo di Brindisi, custode del porto di Torre a Mare e così via. Dalla denuncia dei nostri fedeli del regno è giunta alla nostra maestà la notizia che tu richiedi e ricevi, per conto della nostra tesoreria, un quinto delle provviste che essi acquistano per il sostentamento delle loro case, solo perché le trasportano via mare e le prelevano dal porto di Torre a Mare. Questo in base alle nostre lettere, con le quali ti abbiamo affidato tale incarico, nelle quali è espressamente indicato che devi permettere tanto agli abitanti del regno quanto agli stranieri di prelevare dal porto le provviste e gli animali leciti, trasportandoli ovunque desiderino, e traendone motivo dal fatto che non abbiamo detto di vietare l’esportazione al di fuori del regno. Poiché dunque la nostra intenzione è stata ed è che la quinta parte venga riscossa, secondo quanto stabilito nelle nostre precedenti lettere, soltanto dagli abitanti e dagli stranieri che esportano tali beni fuori dal regno, soprattutto per venderli, ti ordiniamo di non esigere indebitamente la quinta parte dai nostri fedeli del regno, qualora sia chiaro che stanno acquistando e trasportando fuori dal porto provviste e animali leciti destinati principalmente al sostentamento delle loro case all’interno del regno. Dunque, dopo che avranno pagato il tributo dovuto alla nostra tesoreria secondo l’uso finora in vigore, dovrai permettere loro di partire. Se inoltre hai bloccato qualcuno per questo motivo, dovrai lasciarlo andare una volta saldato il tributo stabilito.

 

Al giustiziere del Principato riguardo alla revoca dei beni alienati appartenenti al patrimonio della contessa, moglie del defunto Raone, conte di Balbano.

Lo stesso giorno, nel medesimo luogo, su ordine imperiale emesso per suo tramite, Pietro da Capua scrisse a Tommaso di Montenigro, giustiziere del Principato. La nostra serenità è venuta a conoscenza del fatto che dal patrimonio della contessa, fedele nostra, moglie del defunto Raone, conte di Balbano, di cui siamo successori in tutti i suoi beni, molti di essi furono alienati da parte del defunto conte suo marito. Tali beni sono stati illecitamente occupati o sottratti, arrecando pregiudizio alla nostra corte e non poca lesione, sebbene tale patrimonio appartenga di diritto alla nostra corte, pur essendo la contessa usufruttuaria dello stesso per tutta la durata della sua vita. Non volendo dunque che i diritti della nostra corte siano trattenuti ingiustamente da qualcuno, ordiniamo e ingiungiamo alla tua fedeltà di svolgere un’attenta indagine su detto patrimonio, come per gli altri beni del nostro demanio, e, una volta completata l’inchiesta, di provvedere a revocare alla nostra giurisdizione tutti i beni che troverai essere stati alienati, illecitamente occupati o sottratti, e a riassegnarli alla suddetta contessa affinché li detenga fino alla fine della sua vita, dopodiché dovranno essere devoluti alla nostra corte. Dato eccetera.

 

Ai baiuli di Ariano, affinché ricevano lo stallone della corte da Giovanni di Donno Marino.

Lo stesso giorno, nello stesso luogo, con il medesimo ordine, fu scritto ai baiuli di Ariano. Giovanni di Donno Marino, nostro fedele, ha riferito alla nostra eccellenza che, mentre conduceva alla nostra corte un certo cavallo stallone appartenente alla nostra corte, giunto nei pressi di Ariano, non poté proseguire nel trasporto poiché l’animale si era ammalato e quindi lo lasciò lì. Per questo motivo ordiniamo alla vostra fedeltà di ricevere il suddetto stallone da Giovanni, di custodirlo diligentemente fino a quando non sarà guarito e, una volta ristabilito, di inviarlo alla nostra corte, rilasciando a Giovanni una ricevuta attestante la consegna. Dato eccetera.

 

1240 aprile 29, Coronata (Incoronata)

 

A Ruggero de Amicis, giustiziere oltre il fiume Salsum, riguardo ai cavalieri.

Il 29 aprile, per ordine dell’imperatore, il notaio Ruggero di Salerno scrisse, su mandato del maestro Riccardo, a Ruggero de Amicis, giustiziere di Sicilia oltre il fiume Salsum. Poiché ti abbiamo già comandato in altre lettere, così ora rinnoviamo il nostro ordine alla tua fedeltà e giurisdizione, ingiungendoti di inviare con ogni sollecitudine quindici soldati forti ed esperti, provenienti dalla tua giurisdizione, ben armati, con cavalli, bardature di ferro e tutto il necessario, affinché si presentino dinanzi a noi entro il termine stabilito a Capua. Dovrai pagare a ciascuno di loro una somma pari a due mesi di stipendio, in once o in denaro prelevato dalla tesoreria generale raccolta, e dovrai comunicarci con una lettera il giorno in cui questi soldati si metteranno in viaggio per raggiungerci.

 

  • Lettere simili sono state inviate a: Guglielmo de Anglon, giustiziere di Sicilia al di qua del fiume Salsum, per sessanta soldati.
  • Al giustiziere della Calabria, per dieci soldati, esclusa la fornitura delle bardature di ferro.
  • Ai giustizieri di Valle Gratina e Terra Iordana, per venticinque soldati.
  • Al giustiziere della Basilicata, per quaranta soldati.
  • Al giustiziere della Terra d’Otranto, per trenta soldati.
  • Al giustiziere della Terra di Bari, per sei soldati.
  • Al giustiziere della Capitanata, per cinque soldati.
  • Al giustiziere dell’Abruzzo, per un numero imprecisato di soldati (testo lacunoso).
  • Al giustiziere della Terra di Lavoro, per sessanta soldati.

 

  • A Giovanni Bulcano, provveditore delle fortezze in Sicilia al di qua del fiume Salsum, per il castellano di Carsiliati.
  • Lo stesso giorno, su ordine imperiale trasmesso dal maestro Taddeo, Gualtiero di Cosenza scrisse a Giovanni Bulcano, provveditore delle fortezze in Sicilia al di qua del fiume Salsum. Il nostro fedele Giacomo di Lentino ha riferito alla nostra autorità che non può disporre delle risorse necessarie per la guarnigione del castello di Carsiliati, che gli è stato affidato in custodia, in base a quanto previsto dallo statuto del castello. Pertanto, ti ordiniamo che, se ciò corrisponde a verità, tu gli fornisca tutto ciò che è previsto dallo statuto per le persone assegnate alla fortezza, affinché il castello non rimanga sguarnito per mancanza di risorse.

 

  • Al maggiore di Plancatone, tesoriere segreto, riguardo alle spese e agli indumenti di Bonaventura, custode della camera di Lentini, e del suo servo.
  • Lo stesso giorno, su ordine imperiale trasmesso da Giovanni Morum, Lorenzo scrisse al maggiore di Plancatone, tesoriere segreto. Ti ordiniamo di provvedere alle spese per Bonaventura, assegnato alla custodia della nostra camera a Lentini, per sé stesso, il suo cavallo e un servo della camera, che si trova con lui, coprendo le spese a partire dal momento in cui risulterà che non le ha ancora ricevute. Egli dovrà percepire tali somme come già accadeva con Matteo Marchafaba, suo predecessore. Inoltre, dovrai fornirgli indumenti adeguati, secondo necessità.

 

  • Il 10 maggio di quest’anno, XIII indizione, sono state emendate e riscritte da Oberto le istruzioni per Fallamoncacha, tesoriere segreto, per tutta la Sicilia, copiando il testo verbatim (parola per parola).

 

1240 aprile 30, Coronata (Incoronata)

 

  • 29 aprile, XIII indizione, presso Coronata, su mandato di R(aone) di Trentenaria, Pietro da Capua scrisse a Riccardo de Molisio. Ti ordiniamo con questa lettera, affidandoci alla tua fedeltà, di inviare a Foggia, dopo aver ricevuto le nostre lettere, tutti i puledri che hanno già cambiato otto denti o che li cambieranno in questa stagione e che si trovano sotto la tua custodia e quella di Giovanni de Landolino, nostro fedele, al quale abbiamo inviato un ordine specifico in merito. Dovrai quindi presentarti pienamente istruito e pronto a riferire quanti stalloni hai ricevuto, quanti di essi sono morti e in che modo. Inoltre, dovrai lasciare a Giovanni de Landolino, fino al tuo ritorno, gli altri animali da soma e ogni altro animale attualmente sotto la tua custodia affinché li custodisca. Le spese necessarie per te, per i puledri e per le persone che porterai con te, dovrai richiederle al Maggiore di Plancatone, al quale invieremo un ordine speciale in merito.

 

  • Nello stesso giorno, con lo stesso mandato, fu inviata una lettera a Giovanni de Landolino. Ti ordiniamo con questa lettera, affidandoci alla tua fedeltà, di consegnare a Riccardo de Molisio, nostro fedele, tutti i puledri, ingasti e muli che hanno già cambiato otto denti o che li cambieranno in questa stagione e che si trovano sotto la tua custodia. Riccardo dovrà condurli fino a Foggia. Gli altri animali da soma e gli altri animali che Riccardo lascerà dovrai custodirli con grande diligenza fino al suo ritorno. Inoltre, dovrai istruirlo accuratamente sugli stalloni che hai ricevuto, su quanti di essi sono morti e in che modo, affinché egli stesso, debitamente informato da te, possa riferirne alla nostra corte.

 

  • È stato scritto al tesoriere segreto che dovrà fornire a Riccardo le spese necessarie per sé, per i puledri che condurrà, per le persone necessarie al loro trasporto e per un maniscalco, secondo quanto riterrà opportuno. Inoltre, dovrà ricevere da lui una ricevuta ufficiale (apodixam).

 

  • Nello stesso giorno, con lo stesso mandato, il notaio Pietro da Capua scrisse a Pietro di Calabria. Abbiamo ricevuto e letto con benevolenza le lettere che hai inviato alla nostra corte tramite tuo fratello Giovanni, nostro fedele. Dopo averne compreso il contenuto, riconosciamo il tuo impegno nei nostri servizi e lo apprezziamo. Ti ordiniamo quindi di inviare alla nostra corte, tramite il nostro fedele Matteo de Cocciata, tutti i puledri, ingasti e muli che hanno già cambiato otto denti o che li cambieranno in questa stagione e che si trovano sotto la tua custodia. Le spese necessarie per loro dovrai richiederle al Maggiore di Plancatone, al quale invieremo un ordine specifico in merito.

 

  • È stato scritto al tesoriere segreto che dovrà fornire le spese necessarie al suddetto Matteo, secondo quanto riterrà opportuno.

 

  • Su ordine imperiale trasmesso dal maestro Alberto, Gualtiero di Cosenza scrisse a Oberto Fallam(onacha), tesoriere segreto di Palermo, con una lettera di risposta. Abbiamo ricevuto benevolmente le tue lettere e il loro contenuto. Hai segnalato che tempo addietro hai fornito a Giovanni de Calatabillotto, ad Ade da Firenze, al chierico Enrico e a Guido da Charufa – tuoi messaggeri, che avevi inviato alla nostra corte – mantelli e stoffe a Pisa, oltre a due cavalli, quindici muli e sei ronzinanti, che hanno condotto in Puglia su nostro ordine e che sono stati consegnati ad Angelo de Marra, nostro fedele a Napoli. Hai inoltre richiesto istruzioni in merito alle spese relative a questi beni, ai sette schiavi della nostra corte che hai inviato alla nostra corte su nostro ordine, ai due scudieri, ai sette mulattieri che hanno trasportato i muli e i cavalli sopra menzionati e alle spese per il mantenimento degli stessi animali. Approviamo che tali spese, giuste e moderate, sostenute per questi nostri servizi, siano registrate nei tuoi conti ufficiali. Dato.

Il 21 giugno 2025 è stato fatto un Convegno sull’importanza di questi Regesti scritti dalla Domus Coronata.
Di seguito alcuni link utili:
https://www.santuarioincoronata.it/convegno-sulla-storicita-dei-festeggiamenti-allincoronata/;
https://www.santuarioincoronata.it/infofederico-ii-incoronata-1240/;
https://www.letteremeridiane.org/2025/07/federico-ii-torna-allincoronata/.

*** Qui di seguito pubblichiamo le foto delle quattro pagine dei Regesti del Registro della cancelleria di Federico II scritti Sabato 28, Domenica 29 e Lunedì 30 presso la Domus Coronata che sorgeva vicino al Santuario dell’Incoronata. (Quaternum Federicianum)