SALVE REGINA AL SANTUARIO?
LA ‘SALVE REGINA’ AL SANTUARIO?
STORIA DELLA PREGHIERA E CONSIDERAZIONI
STORIA DELLA ‘SALVE REGINA’
Ad oggi, la maggior parte degli studiosi concordano sull’autore della preghiera del ‘Salve Regina’, che gode di una larga popolarità tra i fedeli, riconoscendolo in Ermanno di Reichenau, conosciuto anche come Ermanno il Contratto o lo Storpio.
Non si esclude la possibilità che più di uno abbia messo mano a perfezionare questa preghiera che è ormai di uso universale nella liturgia della Chiesa e conclude la recita del Santo Rosario
entrata nella storia liturgica della Chiesa
La copia del Salve Regina più antica e del Secolo XIV si trova nell’Abbazia benedettina di Reichenau presso il Lago di Costanza.
Grazie al San Bernardo (+1153) e all’Abate Pietro il Venerabile (+1156) la preghiera si diffuse nei monasteri dei diversi ordini religiosi del Medioevo e poi anche in mezzo ai fedeli e si diffuse particolarmente tra i crociati.
Nasceva già dal 1600 l’abitudine ti dare la benedizione col Santissimo Sacramento mostrando ai fedeli l’Ostia consacrata in risposta alle parole che, nella Salve Regina, chiedono a Maria di mostrarci Gesù.
I protestanti del 1500 insorsero contro questa lode a Maria ed in modo particolare, per togliere, per esempio, la parola ‘Vita’ applicata alla Madonna ritenendola troppo contraria al prestigio di Cristo.
San Pietro Canisio (+1597) e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (+1787) scrissero dotti e fervorosi commenti alla ‘Salve Regina’. Anche valenti musicisti musicarono la ‘Salve Regina’ basti ricordare Pergolesi (+1736) Coccia (+1873) Verdi (+1901) Perosi (+1956).
Ermanno di Reichenau’ (‘lo storpio’)
Colui che si ‘ritiene’ esser l’autore di questa preghiera sapeva che cos’era una valle di lacrime.
‘Ermanno di Reichenau’ nacque, infatti, con diverse malformazioni fisiche, tra cui palatoschisi, paralisi cerebrale e spina bifida.
Per questo era soprannominato “lo Storpio” o il ‘rattrappito’ e, a causa del suo corpo deforme e con gli arti come attorcigliati, non riusciva non solo camminare normalmente ma anche a trovare un pò di sollievo stando disteso o seduto nella sedia che era stata costruita apposta per lui.
Nonostante le sue difficoltà fisiche, Ermanno, che nella vita non ha mai conosciuta la comodità non, probabilmente quando è sopraggiunta la notte, fu un uomo di grande intelletto e spiritualità, diventando un fine studioso di diverse discipline e un devoto credente e la preghiera alla Madonna è solo uno degli aspetti del suo studio e della sua fede poderosamente intrecciati.
Nato il 18 luglio del 1013 era uno dei 15 figli di Gertrude e Goffredo Conte di Althausen di Svezia.
Da piccolo fu affidato alle amorevoli cure dei monaci benedettini di Reckenau e in poco tempo diventò presto un compagno prezioso dei religiosi affidatari. Crescendo divenne una persona piacevole, amichevole, conversevole, sempre ridente, tollerante, sforzandosi in ogni occasione di essere un vero galantuomo con tutti.
Quello che poteva essere ‘un peso, un persona da sopportare’ diventa invece l’orgoglio del monastero tanto che la sua fama arriva fino all’imperatore Enrico III e a Papa Leone IX che si recarono a rendergli visita.
Tra gli amici di Ermanno c’è Bertolto che era l’incaricato dai monaci per aiutarlo nelle incombenze quotidiane e che fu quindi testimone dei momenti cruciali della sua vita.
È a lui Ermanno affida i suoi pensieri nei giorni della pleurite che lo condurrà alla morte tanto che l’amico si commuove e si tura le orecchie quando il piccolo monaco, già assaporando la pace della liberazione del corpo, si dice stanco di vivere.
Il suo coraggio, la bellezza dell’anima sua, la sua serenità nel dolore, la sua prontezza a scherzare e a fare a botte e risposta, la dolcezza dei suoi modi, lo resero fortemente amato da tutti. Conoscendo bene vita di Ermanno, le sue sofferenze, si può bene comprendere quel riferimento alla ‘valle di lacrime’ in cui siamo e da cui invochiamo aiuto dalla Vergine Maria posto da Ermanno nel testo della ‘Salve Regina’.
LA ‘ SALVE REGINA’ PREGATA ALL’INCORONATA DA URBANO II E DAI CARDINALI?
A Melfi si tennero cinque Concili: il primo nel 1059 con Nicolo II; il secondo nel 1067 con Alessandro II; il terzo con Urbano II nel 1089; il quarto con Pasquale II nel 1101; il quinto con Innocenzo II nel 1137.
Dopo il terzo Concilio di Melfi, iniziato il 10 settembre 1089 e durato una settimana Castello sul monte Vulture, il Papa Urbano II con i Cardinali, partendo da Melfi passarono da Troia e da Foggia per poi recarsi a Siponto ed infine raggiungere Bari da dove partì la Prima Crociata che era stata indetta durante il Concilio.
Molti storici ritengono che, durante il Viaggio per Bari, papa Urbano II e i Cardinali abbiano fatto sosta presso il Santuario dell’Incoronata di Foggia, già molto conosciuto, per affidare alla Madre di Dio la prima Crociata.
Di conseguenza, nell’attesa di poter ritrovare un sicuro riscontro storico, c’è da ipotizzare che, con molta probabilità, Papa Urbano II con i Cardinali abbia pregato la “Salve Regina” al cospetto della sacra immagine della Madre di Dio Incoronata nel settembre 1089.