SAN GERARDO MAIELLA E L’INCORONATA

San Gerardo Maiella nacque a Muro Lucano (Potenza) nel 1726 e morì a Materdonini (Caposele – AV) nel 1755.
Fu religioso della Congregazione del Santissimo Redentore, fondata da S. Alfonso Maria De Liguori e si arricchì spiritualmente soprattutto alla scuola della Venerabile Madre Maria Celeste Crostarosa, una delle più grandi mistiche del Settecento italiano, per convertire anime a Dio.

Il Comparelli racconta che durante le vacanze autunnali del 1753 Fratel Gerardo fu incaricato dai suoi superiori di portare un gruppo di studenti redentoristi in gita-pellegrinaggio al Santuario di San Michele sul Monte Gargano.

Partiti dal Convento  Santa Maria della Consolazione a Deliceto (Foggia) si recarono a Foggia e, dopo aver proseguito per Manfredonia, arrivarono al Santuario dell’Arcangelo Michele.

Sulla via del ritorno fecero sosta al Santuario della Madonna Incoronata che, nascosto nella solitudine del bel bosco di querce si trovava un pò distante da Foggia.

Appena superata la soglia del Santuario Gerardo s’immerse nella contemplazione delle grandezze della Regina degli angeli e degli uomini e, preso da un improvviso dolce e amoroso delirio, cadde come morto a terra: era la sua prima estasi.

Gli studenti, che egli accompagnava, gli chiesero: “Ti senti male?” “No, è un’infermità che patisco.”. Quella che egli chiamava infermità era la forza irresistibile che lo indirizzava verso la Madonna, specialmente e, in seguito, questo gli capitò più volte soprattutto nelle vicinanze di santuari mariani e dove, a suo dire, ‘il sol pensare a Maria lo faceva liquefar d’amore’.

Dopo d’aver prestato cosi il loro omaggio all’Incoronata, Gerardo e i giovani studenti redentoristi si recarono presso la cittadina di Troia a venerare un famoso Crocifisso lì custodito e fatto scolpire da Monsignor D. Emilio Cavalieri, Vescovo di quella città e zio materno di S. Alfonso.

(https://www.sangerardomaiella.it/  Notizie tratte dal testo “San Gerardo Maiella” scritto di Padre Paolo Comparelli nel 1963)

Il Ferrante scrive: “La prima estasi (di Gerardo) avvenne nel Santuario dell’Incoronata nascosto in un fitto boschetto di querce, nella solitudine della pianura, a pochi chilometri da Foggia. In quella cornice di silenzio ai piedi di quella immagine miracolosa, Gerardo fu sorpreso da un dolce delirio amoroso; il suo volto divenne diafano, il corpo si accasciò come spostato verso il suolo, l’anima sembrava da un momento all’altro dileguarsi nell’infinito… “.).

Un altro episodio riguarda invece l’antico Crocifisso che c’è al Santuario dell’Incoronata che tanto ispira alla devozione e che viene da sempre chiamato ‘il Crocifisso di San Gerardo e di cui, però, non si conosce lo scultore. La tradizione vuole che una volta Gerardo, addolorato per l’irriverente contegno in Santuario di alcuni pastori, visti inutili i suoi dolci richiami a non usare un linguaggio  volgare in quel luogo, si girò verso il Crocifisso e con le braccia aperte disse: “Gesù, Signore. Lo vedi, io sono buono a niente. Pensaci tu! Te ne supplico!” Subito dal costato del Crocifisso sgorgò vivo un fiotto di sangue e quei ‘poveretti, caddero in ginocchio piangendo, ravveduti per il loro comportamento.

In seguito a questi episodi, il Crocifisso, ancora presente in Santuario, viene popolarmente chiamato ‘Il Crocifisso di San Gerardo’.

Inoltre parlano di San Gerardo all’Incoronata: Grilli, Patti, Perifano, Gentile, Di Gioia, Biccari ed anche nelle ‘memorie’ dell’Ospedale di Foggia.